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Posizione orizzontale, 4 zampe, una coda, 2 occhi, manto con pelo più o meno lungo, per comunicare usa suoni, vocalizzazioni, espressioni, postura, odori, feromoni ma capisce le parole, si rotola in cose immonde, ha il suo, rigoroso, codice di comportamento, ha una dentatura capace di strappare carni e sgretolare ossa = il cane.

Vivono insieme da millenni, si sono addirittura evoluti insieme, hanno una relazione che non ha pari nel mondo, non ci sono dubbi su chi è chi. Eppure… Eppure ci sono tanti problemi.

Uno è il culto del padrone capobranco e  i suoi numerosi adepti. E’ l’argomento di oggi.

L’assunto di base è, i cani sono animali di branco che passano la vita pianificando e combattendo per dominare sugli altri (= gli umani con cui vivono), gli umani quindi devono dominare i cani e imporsi su di loro come capobranco.

E’ veramente così?

Vediamo.

Si parte male, già dall’uso della parola branco con il suo connotato negativo. I cani sono animali sociali (come gli umani) e tante delle loro straordinarie capacità, di cui gli umani beneficiano in modo incalcolabile, derivano dal loro essere tali. Non c’è nulla di negativo nell’essere un animale sociale.

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