Il nostro dolce e coccoloso Mimì che fa le fusa sul divano mentre lo accarezziamo, può essere in realtà un incontrollabile predatore là fuori, in natura. Il gatto, come il cane, è una specie domestica, il che significa che si è co-evoluta con l’essere umano in una simbiosi mutualistica in cui l’uno serviva all’altro in un opportunismo reciproco. Nello specifico, il gatto ha incontrato l’uomo in Medio Oriente circa 10.000 anni fa ed entrambi hanno tratto beneficio dall’interazione con l’altra specie: il gatto cacciava i topi fastidiosi negli insediamenti urbani e l’uomo permetteva al gatto di accedere ai resti di cibo.
Oggi milioni di gatti vivono in casa con noi, amati, curati e alimentati. Non hanno più bisogno di cacciare per sopravvivere e il loro stomaco è sano e pieno con il cibo nutriente che noi umani forniamo loro.

Tuttavia, la domesticazione del gatto è piuttosto recente e questo ha ancora una spiccata indole predatoria, nonostante sia una specie domestica.

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