La prima volta che provi a salire sul camper con il gatto, succede sempre la stessa cosa: lui si pianta lì, con lo sguardo fermo e il corpo basso, come se avesse capito che dentro quel veicolo si cela qualcosa di poco raccomandabile. Magari si infila sotto il sedile del passeggero o sparisce dietro una valigia, e ti guarda con occhi spalancati. Poi, succede anche qualcos’altro. Dopo qualche ora – o qualche giorno – lo ritrovi raggomitolato sul letto, che si stira sotto il sole del finestrino, o appostato davanti alla porta aperta, con lo sguardo rapito da una farfalla o da un cespuglio che si muove col vento. E capisci che sì, anche i gatti possono viaggiare. Basta farlo alle loro condizioni.

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