Ma dove vai, patatone puzzone? Ammettilo: anche tu hai un cane o un gatto che si chiama in un modo all’anagrafe ma che a casa chiami con mille altri nomignoli. E la cosa più strana è che non ti sei nemmeno reso conto di quando sia successo. Un giorno era Leo, quello dopo era Puffolo, poi Leolino Puzzolino e adesso è “Sua panzitudine Re di Croccantinopoli”. La vera domanda è: perché lo facciamo? Perché, con naturalezza assoluta, trasformiamo nomi semplici in scioglilingua senza senso, che sembrano inventati da un bambino con un eccesso di zuccheri in circolo? E, ancora più importante: è normale? La risposta della scienza è assolutamente sì. E ci sono anche degli ottimi motivi.

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