Stavo passeggiando sul molo di Vulcano, quando al sorgere del sole, tra le vele ammainate delle barche in rada, scorgo due bellissime orecchie bianche e marrone, che ricordavano tanto una coppetta di gelato al gusto di nocciola e gianduia.

Rapita da così tanta bellezza mi fermo e faccio di tutto per parlare con il signore e il suo cane.

Come per magia, cosa che succede sempre quando si hanno degli animali, i nostri sguardi si incontrano, sorridiamo e d’un tratto sembriamo due buoni amici. Due persone che non si vedevano da tanto tempo e come per incanto si sono incontrate sul modo di Vulcano. Una rimpatriata del cuore con quattro zampe e una coda scodinzolante.

Mentre accarezzo il dolcissimo quattrozampe, il signore si racconta. “Si chiama Gin, mi dice subito, diminutivo di Gin Tonic, ha salvato mio figlio dall’alcolismo e dalla morte certa”.

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