Chi ha un gatto lo sa: in casa non c’è un animale domestico, ma un piccolo sovrano che detta orari, rituali e perfino la disposizione dei mobili. Eppure, nonostante le notti insonni passate a inseguire un invisibile fantasma nel corridoio alle tre del mattino, o il “regalo” di una palla di pelo accuratamente depositata sul cuscino, i gatti restano tra gli animali più amati al mondo. Ma cosa dice la psicologia di questa relazione così bizzarra e irresistibile?
Non siamo matti (forse)
La psicoterapeuta Veronica West rassicura: essere amanti dei gatti non significa vivere da eremiti con la segreta ambizione di dominare il mondo bevendo tè e ignorando i messaggi. Al contrario, i gattari sanno che l’amore non ha bisogno di essere invadente o costante. È sufficiente un battito lento di palpebre dall’altra parte della stanza per ricevere un “ti amo” in versione felina. In pratica, dove altri pretendono fuochi d’artificio, noi ci accontentiamo (e ci emozioniamo) per un semplice sguardo.
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