Immagina un piccolo felino che si aggira tra i villaggi di un’antica civiltà, silenzioso ma sempre presente, attirato dai topi e dai cereali, senza mai essere davvero “domestico”. Per millenni, questo era il vero compagno dell’uomo in Cina, molto prima che i gatti che conosciamo arrivassero con la Via della Seta. La storia della convivenza tra felini e esseri umani è molto più complessa e affascinante di quanto avremmo mai immaginato.
La convivenza senza domesticazione
In uno studio pubblicato su Cell, gli scienziati dell’Università di Oxford e Pechino hanno analizzato ossa feline risalenti fino a 5 mila anni fa e scoperto che i gatti che popolavano i villaggi cinesi erano in realtà gatti leopardo, una specie completamente diversa dai moderni gatti domestici. Questi piccoli predatori si stabilivano vicino agli insediamenti umani, sfruttando le risorse offerte dall’uomo, ma senza sviluppare legami affettivi o comportamenti selezionati. Si trattava di una relazione di commensalismo, in cui il gatto beneficiava della presenza umana senza che quest’ultima intervenisse nella sua vita. Un equilibrio millenario, fatto di caccia ai topi, protezione dei raccolti e convivenza silenziosa.
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