La Befana che vola sulla scopa, le calze appese ai camini, le ultime luci delle feste accese tra ciò che sta per finire e ciò che deve ancora cominciare. Accanto a questi simboli familiari, nelle pieghe meno conosciute della tradizione popolare, ne compare un altro, silenzioso e carico di significati: il gatto nero.
Ma da dove nasce il legame tra l’anziana figura dell’Epifania e il felino più discusso dell’immaginario collettivo? Non si tratta di una sola storia, né di un mito codificato. È piuttosto una leggenda diffusa in più versioni, tramandata oralmente nel tempo, che prova a spiegare perché proprio il gatto nero sia entrato nel racconto della Befana e della notte in cui tutto cambia.
La Befana e il gatto che la accompagnava
Secondo una delle versioni più note della leggenda, la Befana non viaggiava mai da sola. Al suo fianco c’era un gatto tigrato, curioso e attento, affascinato dal mondo degli umani che osservava dall’alto durante i voli notturni. Quella curiosità, nella notte dell’Epifania, si sarebbe spinta un po’ troppo oltre. Mentre la Befana distribuiva i doni a cavallo della sua scopa, il gatto provocò la caduta di uno dei regali destinati a un bambino. Un incidente che costrinse la Befana a fermarsi e a riflettere.
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