volte si avvicina in silenzio. Altre volte si mette fisicamente in mezzo, spinge con il muso, si siede addosso, interrompe la discussione. In certe case abbaia, in altre cerca contatto, in altre ancora resta immobile ma vigile. Cambiano i gesti, non il significato: quando gli umani litigano, il cane non resta neutrale. Chi vive con un cane lo sa da sempre. Ora lo conferma anche la scienza: il cane osserva il conflitto, lo comprende come evento emotivamente rilevante e reagisce prendendo posizione, spesso a favore di chi appare più vulnerabile.

Non è “gelosia” né addestramento: è lettura sociale

Per molto tempo questi comportamenti sono stati liquidati come istinto, abitudine o attaccamento al “padrone preferito”. Ma questa spiegazione non regge.

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