Lo solleviamo con dolcezza, lo stringiamo al petto convinti di offrirgli il massimo dell’affetto. Lui, invece, irrigidisce il corpo, diventa teso come una corda, la coda scatta nervosa. Non è freddezza, né ingratitudine. È biologia. La ricerca sul comportamento felino spiega con chiarezza perché molti gatti tollerano a fatica l’essere tenuti in braccio: per loro significa perdere controllo, mobilità e possibilità di fuga. Tre elementi che, nella storia evolutiva della specie, hanno fatto la differenza tra la vita e la morte.

Predatori solitari con un istinto ancora vivo

Il gatto domestico, Felis catus, discende dal gatto selvatico africano, Felis silvestris lybica. Studi genetici pubblicati su Nature Ecology & Evolution hanno confermato che, nonostante millenni di convivenza con l’uomo, la domesticazione del gatto è stata relativamente “leggera”: la struttura comportamentale di base è rimasta sorprendentemente simile a quella dell’antenato selvatico.

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