Giovanni, nome di fantasia, fa il tolettatore di cani. Lo ha sempre voluto fare, sin da bambino. Quando era piccolo e gli chiedevano cosa volesse fare da grande, lui rispondeva che voleva lavare tutti i cani del mondo. Voleva farli belli. Pettinarli. Togliete i nodi al loro pelo. Accudirli.
Giovanni era innamorato della cura, dei cani e di Totò il suo inseparabile bulldog inglese. La madre, mia paziente, era molto preoccupata perché considerava il lavoro manuale una sorta di scorciatoia per chi non volesse studiare. Lei si era laureata, aveva vinto tanti concorsi e aveva anche lavorato all’Università di Catania.
vai a lastampa.it

