Ci sono presenze che non si scelgono e che, proprio per questo, sembrano avere qualcosa di inevitabile. Nel tempo lento della vecchiaia, quando ogni passo diventa più misurato e il mondo si restringe a ciò che è vicino, il cane Shake ha trovato accanto a sé una compagnia inattesa: un’oca egiziana. Non un incontro costruito, non una relazione cercata, ma una vicinanza che si è fatta abitudine, poi necessità, infine legame.

La routine silenziosa di due vite diverse

Il cane Shake, ormai 18enne, si muove con calma, seguendo il proprio ritmo. E ogni giorno, senza apparente motivo se non la scelta di restare, l’oca egiziana lo accompagna. Non lo precede, non lo spinge: lo affianca. È una presenza costante, che sembra aver deciso di occupare quello spazio fragile che la vecchiaia lascia vuoto. Nel materiale condiviso dal proprietario, i due compaiono sempre insieme. Non c’è distanza, non c’è diffidenza. Solo una specie di equilibrio naturale tra due esseri che, per specie e storia, non avrebbero dovuto incontrarsi in questo modo.

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