Con i primi giorni caldi, le finestre si aprono, l’aria entra in casa e i gatti tornano a occupare i loro posti preferiti: davanzali, balconi, cornici sottili da cui osservano il mondo. È una scena quotidiana, quasi rassicurante. Eppure, proprio in questo periodo dell’anno, le cliniche veterinarie registrano un aumento netto degli incidenti legati alle cadute dall’alto. Il fenomeno ha un nome preciso: sindrome del gatto paracadutista. Ma, come ricordano gli esperti, il termine è fuorviante. Non si tratta di un gesto volontario, né di un comportamento “curioso” che finisce male per scelta dell’animale.

Non è una scelta volontaria

La veterinaria specializzata in medicina felina Elena Alvarez lo spiega con chiarezza: “La causa della caduta non è che il gatto decida di andare in strada. Può essere un rumore improvviso, un tentativo di caccia, un calcolo errato o semplicemente uno scivolamento”. L’idea che il gatto scelga di lanciarsi nel vuoto, quindi, è una semplificazione che non regge davanti all’osservazione clinica.

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