Un pezzo di tessuto dimenticato, scivolato chissà come fino a migliaia di metri sotto il mare. Qualcosa di inerte, fuori posto, senza alcun diritto di essere lì. E invece si muove. Lentamente, senza direzione apparente, come se non avesse bisogno né di una testa per orientarsi né di una coda per fuggire. Un corpo molle, rosa pallido, che scivola sul fondale buio dove la luce non arriva e il tempo sembra sospeso. Per anni, gli scienziati hanno pensato che fosse un errore. Un organismo incompleto. O peggio: qualcosa che non avevano ancora capito. Poi è arrivata la risposta. E ha reso tutto ancora più interessante. Si chiama Xenoturbella, ed è uno degli animali più strani – e rivelatori – mai scoperti negli abissi.

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