Intrappolata in un cappio d’acciaio, nel silenzio delle montagne dell’Albania sud-orientale, una giovane orsa bruna lotta per sopravvivere. A novembre i ricercatori la trovano nei pressi del villaggio di Trebinjë. Il giorno prima, un altro orso è morto nello stesso modo. Lei no. Sopravvive.
Si chiama Bora, che in albanese significa “neve”, e da quel momento la sua storia smette di essere solo una vicenda di bracconaggio per diventare un caso scientifico capace di raccontare, con precisione inedita, le difficoltà che i grandi carnivori affrontano ogni giorno nei Balcani.
I lacci, piazzati per altre specie, continuano a colpire indiscriminatamente anche i grandi carnivori. Il salvataggio, condotto dall’Ong Protection and Preservation of Natural Environment in Albania (PPNEA), è rapido e complesso, reso ancora più arduo dall’assenza di una squadra ufficiale dedicata agli orsi nel Paese.
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