Sparare vicino a un’abitazione non è una semplice questione di mancanza di “buon senso”: esistono precise distanze e divieti stabiliti dalla legge. La normativa nazionale di riferimento è la legge 11 febbraio 1992, n. 157, che disciplina l’esercizio venatorio e stabilisce numerose zone nelle quali la caccia è vietata.

Tra i divieti più importanti, l’articolo 21 vieta l’esercizio venatorio nelle aie, corti e pertinenze dei fabbricati rurali e, in particolare, nelle zone comprese a meno di 100 metri da immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro. È inoltre vietato cacciare a meno di 50 metri da strade carrozzabili e vie ferroviarie, con le eccezioni previste dalla legge.

C’è poi una regola ancora più rigorosa per chi spara in direzione di abitazioni e altri luoghi sensibili: l’articolo 21 vieta di sparare da una distanza inferiore a 150 metri con fucile da caccia a canna liscia oppure da una distanza inferiore a una volta e mezza la gittata massima dell’arma negli altri casi.

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