Piccolo, tenace, spesso sorprendentemente sicuro di sé: il Chihuahua potrebbe portare nel proprio Dna una traccia di un antico incontro con il mondo selvatico. Una nuova analisi genetica ha infatti individuato nel suo genoma segmenti riconducibili al coyote, aggiungendo un altro tassello alla complessa storia evolutiva dei cani delle Americhe. Non significa che il Chihuahua sia un “cane-coyote”, ma che nella sua storia genetica è rimasta la memoria di incroci avvenuti in un passato remoto.
UNA TRACCIA GENETICA NASCOSTA NEL CANE PIÙ PICCOLO
Il Chihuahua è una delle razze canine di dimensioni più ridotte, ma la sua storia evolutiva è tutt’altro che piccola. Una nuova ricerca pubblicata su Nature Communications, firmata da Helgi Hilmarsson, Arvind S. Kumar, Míriam Barrabés e colleghi, ha utilizzato sofisticati strumenti di analisi del genoma per ricostruire l’origine di segmenti di Dna presenti nei cani delle Americhe.
L’obiettivo principale dei ricercatori era sviluppare e testare Gnomix, un sistema capace di individuare con elevata risoluzione l’origine ancestrale di differenti porzioni del genoma. Applicato ai canidi, il metodo ha permesso di analizzare 531 genomi canini, utilizzando come riferimento 191 genomi di canidi appartenenti a diversi gruppi, compreso il coyote.
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