Se pensi che segretamente il tuo gatto stia escogitando un piano per conquistare il mondo, o che voglia fartela pagare per quella volta che hai osato comprargli delle crocchette di un’altra marca, sappi che vendetta e rancore sono due parole che non rientrano nel suo vocabolario. Scherzi a parte, sono molti gli umani che si rivolgono a un esperto per un aiuto, citando fra le motivazioni del cattivo comportamento del gatto proprio la vendetta o il rancore. “Ogni volta che dormo fuori casa fa la cacca sul letto per punirmi”, oppure ancora “spruzza sui muri perché non lo faccio uscire in cortile quando piove”. Ma è davvero così?

Questione di sopravvivenza
Umanizzare i comportamenti o le azioni dei nostri gatti è una cosa comune. Tuttavia, addossargli emozioni umane non è mai una buona idea. Diversamente da noi e dalla nostra impulsività, in genere i gatti sono motivati ??da qualcosa di più importante delle emozioni. Tutte le loro scelte di vita, infatti, si basano sulla sopravvivenza. E sebbene abbiano una lunga memoria, in realtà non serbano rancore: potrebbero evitare determinate persone, luoghi, situazioni o cose con cui hanno avuto brutte esperienze, ma non ci sono altri motivi.

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