Dopo la morte di suo marito, Anna ha continuato per settimane a lasciare sul tavolo due tazze. Una mattina se n’è accorta e ha sorriso, quasi sorpresa da quel gesto automatico. Poi ha guardato il suo cane Leo, seduto accanto alla sedia vuota. Da allora, ogni mattina, Leo la aspettava davanti alla porta della cucina. Bisognava uscire, anche quando non ne aveva voglia. Bisognava preparare la ciotola, anche quando la giornata sembrava non avere più una direzione. Bisognava camminare, respirare, incontrare qualcuno. Leo non poteva colmare l’assenza di suo marito. Non poteva capire completamente il suo dolore. Ma continuava a esserci. E proprio quella presenza, silenziosa e quotidiana, ha aiutato Anna a costruire lentamente una nuova forma di normalità.
Il lutto cambia la vita quotidiana
Quando perdiamo una persona che amiamo, non perdiamo soltanto la sua presenza. Perdiamo abitudini, conversazioni, rituali, progetti, piccoli gesti che sembravano insignificanti e che, improvvisamente, diventano dolorosamente visibili proprio perché non ci sono più. Il lutto è quindi anche una trasformazione della quotidianità.
vai a lastampa.it

