Conosciamo gli alti impatti ecologici degli allevamenti intensivi. Ma c’è un altro aspetto che troppo spesso viene trascurato e che ha un sostanziale effetto, non solo ambientale: stiamo parlando dello spreco di carne e, soprattutto, di milioni di animali che vengono allevati per produrre un cibo ma che non verranno mai realmente utilizzati per questo scopo e finiranno invece direttamente in discarica. Morti invisibili ma soprattutto inutili di una filiera che sempre più urgentemente deve fare i conti con la sostenibilità e il rispetto degli animali, ma anche un monito per tutti noi consumatori.

Ad accendere i riflettori sulla sconcertante portata dello spreco alimentare globale e la relativa strage di animali senza un motivo è uno studio condotto dall’Università di Leiden, nei Paesi Bassi, su dati 2019 che ha calcolato quanti esemplari che vengono allevati e uccisi ogni anno per il consumo alimentare finiscono inutilizzati. E i numeri sono a dir poco spiazzanti: i ricercatori hanno infatti stimato che ogni anno vengono sprecate 52,4 milioni di tonnellate di carne commestibile già senza ossa, che equivale a 18 miliardi di animali allevati e uccisi inutilmente, in particolare polli e bovini.

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