Quando Marco torna a casa, nessuno gli chiede com’è andata la giornata. Nessuno gli domanda se ha mangiato, se è stanco, se domani deve alzarsi presto. Da quando vive solo, il momento di aprire la porta è diventato quello che teme di più: dietro quella porta non c’è nessuno.

Poi arriva Milo. Non parla, naturalmente. Ma sente la chiave nella serratura e corre verso l’ingresso. Marco si china, gli accarezza la testa, posa la borsa e per qualche minuto resta lì. Più tardi preparerà la cena, uscirà per la passeggiata serale e incontrerà forse un vicino con il quale scambierà qualche parola.

La sua solitudine non è scomparsa. Ma la casa non è più vuota nello stesso modo.

Ed è proprio questa la domanda: un cane può davvero farci sentire meno soli? E che cosa significa, esattamente, “meno soli”?

La solitudine non significa semplicemente essere soli

La prima distinzione è fondamentale: essere soli e sentirsi soli non sono la stessa cosa.

Una persona può trascorrere una serata da sola ed essere perfettamente serena. Un’altra può trovarsi circondata da persone e provare una profonda sensazione di solitudine.

In psicologia, la solitudine viene generalmente considerata una percezione di insufficienza nelle relazioni sociali, cioè la sensazione che la quantità o la qualità dei rapporti che abbiamo non corrisponda a ciò di cui sentiamo bisogno.

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