C’è una solitudine che non arriva la sera e non se ne va al mattino. È quella di chi passa giornate intere senza parlare con nessuno, di chi vive in case silenziose non per scelta, ma perché le occasioni si sono ridotte: meno spostamenti, meno relazioni, meno margine per cambiare le cose. Per molti anziani che vivono soli, l’isolamento non è un momento, è una condizione stabile. In questo spazio ristretto, dove il tempo sembra allungarsi e le possibilità accorciarsi, la presenza di un cane o di un gatto può diventare molto più di una compagnia. Può restituire continuità, contatto, responsabilità e senso. Negli ultimi anni la scienza ha iniziato a osservare da vicino questo legame, scoprendo che convivere con un animale domestico non è solo una scelta affettiva, ma un fattore concreto di protezione emotiva, cognitiva e sociale per gli anziani che vivono da soli.

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