stata una giornata difficile. Marco torna a casa tardi, lascia le chiavi sul tavolo e si siede sul divano senza nemmeno togliersi la giacca. Il cane gli si avvicina, appoggia il muso sulla sua gamba e rimane lì. Marco allunga una mano e comincia ad accarezzarlo lentamente, dalla spalla verso il dorso. Non succede nulla di straordinario: nessuna parola, nessuna soluzione ai problemi della giornata. Solo quel movimento ripetuto, il respiro del cane, il calore del suo corpo.
Dopo qualche minuto Marco si accorge che le spalle si sono rilassate. Il respiro è diventato più lento. Il telefono è ancora sul tavolo, le preoccupazioni sono ancora tutte lì. Ma per qualche minuto non sembrano più così urgenti. È una scena comune in milioni di case. E dietro quella semplice carezza c’è una domanda interessante: perché toccare un cane può farci stare bene?
Il contatto che parla senza parole
Il tatto è uno dei modi più antichi attraverso cui gli esseri viventi comunicano. Prima ancora delle parole, il contatto può trasmettere sicurezza, vicinanza, calma. Quando accarezziamo un cane che conosciamo e che si sente a proprio agio con noi, non stiamo quindi soltanto muovendo una mano sul suo pelo: stiamo partecipando a uno scambio sociale.
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