Un’elefantessa attraversa il letto asciutto di un fiume trasportando il corpo senza vita del suo piccolo: un’immagine che racconta il dolore e il mistero della vita selvatica. A catturare questo momento, in un intenso bianco e nero, è stato il fotografo naturalista italiano Federico Veronesi, vincitore assoluto del Wildlife Photographer of the Year 2026. La fotografia, intitolata “The Aftermath”, ha conquistato la giuria del prestigioso concorso internazionale per la sua forza emotiva e per la capacità di aprire uno sguardo sul mondo interiore degli animali.
Un’immagine che racconta una storia senza bisogno di parole
Ci sono fotografie che documentano un momento della natura e altre che riescono a trasformarlo in una storia universale. Lo scatto di Federico Veronesi appartiene a questa seconda categoria. Al centro dell’immagine c’è un’elefantessa che avanza nel letto sabbioso di un fiume in secca, in Namibia, portando con la proboscide e le zanne il corpo del suo cucciolo morto. Non c’è bisogno di colori, né di una didascalia elaborata, per cogliere la drammaticità della scena: il contrasto tra la grandezza dell’animale adulto e la fragilità del piccolo restituisce tutta la potenza di un incontro con la natura nel suo momento più difficile.
È questa fotografia, intitolata “The Aftermath”, ad aver portato il professionista italiano sul gradino più alto del Wildlife Photographer of the Year 2026, il concorso promosso dal Natural History Museum di Londra e considerato uno dei riconoscimenti più importanti al mondo nel campo della fotografia naturalistica.
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