La terra a Ragusa Ibla, d’estate, ha il colore del pane cotto a legna e l’odore del timo bruciacchiato dal sole. Ma per Elena, nome di fantasia, da più di un anno tutto era diventato grigio. Le sue emozioni erano sparite. Non sentiva più i sapori, non ascoltava più i rumori della natura, non sentiva più il battito del suo cuore e sembrava essersi rinchiusa in un bozzolo difensivo fatto di silenzio e di anestesia. Elena oscillava tra la rabbia, soprattutto contro sé stessa, e il vuoto abissale.

La depressione era arrivata nella sua vita senza fare rumore, senza avvertire, apparentemente d’un tratto.

Un’ombra densa e nera le si era seduta sul petto togliendole il respiro e la voglia di guardare oltre i confini della masseria di famiglia (in realtà, aveva smesso anche di guardare all’interno della masseria, e pensare che quel luogo era sempre stato per lei il suo tutto).

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